che te ne fa pensare
un’altra
e un’altra ancora.
Finalmente ne arriva
una
che ti sembra degna,
proprio niente male.
E la scrivi.
Questo gioco infinito
di ricordi e
finzioni
di luoghi reconditi
e passioni.
E’ il tempo che s’allunga?
Semplice esercizio di retorica
che con furbizia
crea.
Più vive d’ognuno che sia,
più vive di me
che le spremo dalla penna,
queste parole nascono
per restare.
E anche quando sarà
delle lettere fatto
un solo rogo
queste non avranno
motivo di perire
chè a bruciar
e svolazzar
sarà soltanto carta.
Dove vanno a finire
le idee senza padrone?
Category: InVersi, Parole liquide |
Tags: infatuazioni, poesia
